Generalmente siamo abituati a pensare ai batteri come a qualcosa di pericoloso, spiacevole e indesiderato. Si nascondono in superficie, si sviluppano attraverso goccioline emesse in aria durante uno starnuto o un colpo di tosse, o si nascondono in cibi avariati o non sufficientemente cotti. Quando entrano nel corpo possono moltiplicarsi e spesso causare malattie serie se il sistema immunitario non reagisce a dovere.

Pensiamo anche che evitando i batteri possiamo prevenire le malattie. Quando i medici sospettano un’infezione batterica prescrivono immediatamente gli antibiotici. Pillole, sciroppi, lozioni, disinfettanti e altro vengono in nostro soccorso per eliminare i batteri.
Ma alcuni batteri possono essere i nostri migliori amici nella prevenzione e nel combattere le malattie.
Contrariamente alle credenze popolari, non tutti i batteri sono cattivi. In realtà, più di 400 specie sono buoni per la salute. Aiutano il corpo nella lotta contro la moltiplicazione e l’attività dei patogeni nocivi. Questi batteri benefici sono comunemente noti come probiotic bacteria. Forniamo loro cibo e riparo perché il nostro corpo ha bisogno dei loro servizi.

I batteri probiotici sono parte della popolazione batterica intestinale, nota anche come “microflora” del colon “flora” e sono stati aggiunti per secoli al latte, soia, e cavolo per produrre prodotti come yogurt, formaggi, crauti e altro. I batteri infatti aiutano a digerire meglio questi cibi.
La ricerca oggi ci conferma che la microflora intestinale può svolgere un ruolo importante nel modo in cui conserviamo l’energia come grasso corporeo. Uno studio pubblicato su Science Express ha presentato i risultati ottenuti su un esperimento sui topi.
Ricercatori della Cornell University e della Università del Colorado hanno osservato che i topi che erano predisposti a un aumento del numero di batteri intestinali patogeni – a causa della mancanza di una proteina cellulare specifica che impediva batteri intestinali patogeni – avevano un livello superiore di infiammazione sistemica. I risultati della Università dell’ Arizona hanno trovato un legame tra lo squilibrio della microflora e l’infiammazione lipopolysaccharides indotta in presenza di una dieta ricca di grassi.
Quando questo accade viene attivato uno stato infiammatorio in risposta alla crescente popolazione di agenti patogeni. Questo stato rende le cellule meno sensibili all’insulina – probabilmente a causa della competizione con i fattori infiammatori. Tale infiammazione e desensibilizzazione all’insulina è nota per portare il colesterolo ad alti livelli, così come alzare il rischio di diabete, malattie cardiache, e della sindrome metabolica.
Quando i topi geneticamente sensibili sono stati sottoposti a diete senza restrizioni, hanno mangiato il 10% in più rispetto ai topi normali. Inoltre, anche quando il loro cibo era limitato, questi topi erano ancora meno sensibili all’insulina rispetto ai loro omologhi normali. Si è concluso che l’infiammazione di basso grado e quindi la resistenza all’insulina causata dai batteri patogeni probabilmente ha fatto si che i topi mangiassero di più portando a un conseguente aumento di peso.
Anche se questi risultati sono limitati ai topi, gli esperti credono che possono essere altrettanto applicabili agli esseri umani.

Conservazione ed uso di prodotti probiotici

I microrganismi probiotici sono sensibili alla temperatura, un fattore critico che influenza la loro sopravvivenza durante la conservazione: minore è la temperatura, tanto più stabile sarà la loro attività probiotica. Temperature superiori ai 45-50 °C causeranno una riduzione della popolazione per un periodo relativamente breve di tempo, e maggiore è la temperatura, più forte è la riduzione. Pertanto, i probiotici e i prodotti ricchi di probiotici devono essere mantenuti freschi, e poi cucinati per il minor tempo possibile (se necessario).
Questi prodotti sono anche sensibili all’umidità: maggiore è l’umidità, minore è la stabilità e vitalità nel tempo. Se il prodotto viene essiccato, come polverizzato o usato in capsule, i batteri saranno in uno stato quiescente, e così possono essere conservati a temperatura ambiente per 12 mesi o più. Produrre e mantenere le attività in poca umidità è la chiave per mantenere la vitalità dei probiotici durante la conservazione non in frigorifero.

Dove si trovano i probiotici

Le specie più importanti e più comuni sono Lactobacillus acidophilus (cioè, bulgaricus, casei orparacasei, plantarus, e rhamnosus) e Bifidobacterium specie (animalis, bifidus, Infantis, e longum). Sono disponibili in capsule, soprattutto in prodotti fermentati come i seguenti:
 Yogurt e formaggi e relative sostituti vegani
 Prodotti a base di soia come tempeh, miso,
 Alcuni formaggi vegani
 Alcune verdure appositamente stagionate come il piatto kimchi tradizionale coreano
 Molta frutta e verdura organica

Oltre a fornire una ambiente confortevole ai batteri probiotici, come possiamo conservarli e mantenerli?
I batteri probiotici si nutrono dei residui di quello che abbiamo – un’altra ragione per cui una dieta sana è così importante. I cibi migliori per nutrirli sono i “prebiotici”. I prodotti che forniscono prebiotici e probiotici insieme sono conosciuti come “simbiotici” (da “simbiosi”) o “simbiotici” (da “sinergia”).
Tutti questi prodotti sono stati associati a un ampio spettro di effetti benefici se somministrati agli animali e agli esseri umani in studi scientifici.

I prebiotici sono composti generalmente da tipi di fibre, anche se leggermente diverse dalle fibre che conosciamo nei nostri cibi. 0per esempio inulina, fruttoligosaccaridi (FOS), oligosaccaridi mannano (MOS), Xylooligosaccharides (XOS), polidestrosio, galactooligosaccharide, trans-galactooligosaccharide, oligofruttosio, e oligofruttosio arricchita di inulina (OEI).
Va notato che nessuna pianta o cibo è un prebiotico – piuttosto, alcuni alimenti contengono prebiotici in quantità variabili.

La top 10 dei cibi più ricchi di probiotici
 Radici di cicoria 64.6%
 Topinambur 31.5%
 Aglio crudo 17.5%
 Cipollotti crudi 11.7%
 Cipolla cruda 8.6%
 Cipolla cotta 5%
 Asparagi crudi 5%
 Crusca di frumento cruda 5%
 Farina integrale cotta 4.8%
 Banana cruda 1%

Se vuoi solo perdere peso o se ti interessa la tua salute in generale – il sistema intestinale, circolatorio, cardiaco, immunitario – i probiotici sono fondamentali.

Ecco i cibi da evitare per rimanere in forma

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