Ci sono giorni in cui è necessario trovare una forte motivazione per andare a fare sport anche se non c’è la minima voglia, e altri in cui invece si dovrebbe concedere al fisico un po’ più di riposo. Come fare la scelta giusta?

Un ragazzo stanco steso su un prato verde

Fare sport è importante anche quando non ci “sentiamo in vena”, ma altre volte invece è meglio riposare. Per quanto ci sforziamo di fare il possibile per la nostra salute, sappiamo anche che a volte dobbiamo spingerci oltre e altre volte rinunciare.

La maggior parte delle volte il nostro corpo si sente meglio dopo un buon allenamento lasciandoci addosso una sensazione di benessere e di salute con risultati anche tangibili.
Altre volte invece il nostro fisico ci dice chiaramente che non ne può più e che non è seriamente in condizioni di fare alcun esercizio fisico. In questi casi la cosa migliore da fare è prendere un periodo di riposo. La parte difficile è ovviamente riconoscere questi casi “fisici” come effettivamente tali e non solo come suggestione mentale e quindi semplice pigrizia.

Quando il fisico è sovraccarico

Un metodo accurato ed efficace per identificare un eventuale sovraccarico fisico consiste nella misurazione del polso a riposo (frequenza cardiaca a riposo o RHR). Un alto RHR significa che il corpo è sotto pressione, e che si sta sforzando di mantenere la sua semplice funzione di base.
Gli atleti professionisti controllano quotidianamente il loro RHR: se il battito è superiore del 10% rispetto al solito allora qualcosa non va e devono cancellare il loro allenamento “senza rimpianti”.

Tieni sotto controllo il tuo livello di sovraccarico

Il primo passo è quello di monitorare il polso. Scegli tre giorni consecutivi in cui non lavori troppo e in cui torni a casa abbastanza presto. Ogni giorno controlla il polso al mattino e calcola la media alla fine dei tre giorni. Questo sarà l’RHR. Tieni presente che bisogna controllare il polso ogni giorno alla stessa ora altrimenti rischi di far sballare i dati.
Un altro modo per monitorare il livello di stanchezza è quello di prestare attenzione allo stato d’animo e all’entusiasmo che si hanno prima di ogni allenamento. Tutti noi possiamo avere un giorno in cui facciamo sport in modo più faticoso di un altro, ma se questo avviene troppo di frequente allora non è certo un buon segno.
A volte ci sono “giorni no” e noi non ci facciamo caso. Per questo è necessario tracciare l’andamento delle giornate (magari su un diario apposito) con informazioni tipo: “che cosa hai mangiato”, “che cosa hai bevuto”, “quanto bene hai dormito”, “come ti sei sentito prima, durante e dopo”. È così che si può prestare attenzione a qualsiasi segnale diverso dalla norma. Ad esempio: 10 minuti è il tempo medio che ci vuole per di addormentarsi durante la notte. Se ti addormenti in meno di 10 minuti, questo può essere un segno di sovraccarico fisico.
D’altra parte, la mancanza di sonno può danneggiare la routine quotidiana e quindi anche l’allenamento che ti preponi di fare in quel determinato giorno poichè è proprio quello il momento il cui il corpo secerne l’ormone della crescita (HGH) che contribuisce al rilascio della tensione sui muscoli causato dall’allenamento. Quando la quantità di ore di sonno è carente, allora il corpo non sarà in grado di rigenerare se stesso e l’apparato muscolare..

Non voglio saltare l’allenamento

Tuttavia, il vero problema non è identificare il sovraccarico fisico. Il problema è che molte volte ci sentiamo come se non potessimo permetterci di saltare l’allenamento. I sensi di colpa che seguono un allenamento saltato potrebbero essere davvero alti. Allora dovremmo chiederci: è meglio fare l’allenamento (ma a un prezzo troppo alto) o prendere un giorno di riposo e allenarsi il giorno dopo?
La maggior parte delle persone non si rende conto di quanto sia importante questa domanda e ritiene che non è possibile saltare alcun allenamento. Una delle regole guida di ogni sportivo è che non è necessario essere più forti di quanto si sia intelligenti. Allenarsi oltre ogni limite non implica nè coraggio nè forza, ma piuttosto mancanza di responsabilità. Significa rischiare la salute e l’efficacia dell’allenamento e di conseguenza la probabilità di soddisfare gli obiettivi finali.

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